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Filosofia 2018-06-13T12:44:45+00:00

Il nostro Spirito Guida

L’impostazione della nostra Società e la nostra formazione etico-professionale è di matrice anglosassone.

Ne consegue che: il consulente finanziario lavora nell’esclusivo interesse del proprio committente/investitore. Quindi il nostro obiettivo è quello di raggiungere il pieno successo di un investimento, contenendo il più possibile i costi.

Non dovendo “vendere” alcun prodotto finanziario, non siamo legati ad alcuna struttura (banche o fondi di investimento), a cui dover rendere conto.

Noi studiamo il prodotto migliore per le esigenze dei nostri clienti. Per fare ciò cerchiamo di conoscere a fondo il profilo dei nostri interlocutori, perché non tutte le persone hanno le stesse priorità.
Quindi il nostro lavoro, i nostri consigli devono incontrare e soddisfare, il più possibile, le esigenze della nostra committenza. Relativamente alla consulenza finanziaria, fiore all’occhiello della nostra Società, la nostra filosofia si basa su tre principi imprescindibili:

01

Protezione
del Capitale

Rapporto
Rischio/Rendimento

02

Liquidabilità
degli Assets

Velocità di smobilizzo
dell’investimento = liquidità

03

Risultati
di Gestione

Rivalutazione del Capitale
Investito

Quindi sia per quanto riguarda la pura consulenza, sia in riferimento agli assets gestiti direttamente, il nostro obiettivo sarà sempre uno ed uno solo: il massimo successo per il nostro cliente!

Il nostro approccio

01

STEP

Conoscenza del cliente, del suo profilo finanziario, dei suoi assests, delle sue esigenze, delle sue priorità, dei suoi progetti per i prossimi 5 anni;

02

Studio ed elaborazione dell’asset allocation ideale – Presentazione al cliente;

03

A) Conclusa la fase di studio ed elaborazione del progetto il cliente sceglierà se limitarsi alla sola consulenza tecnica liquidando così le spettanze relative alla prestazione svolta oppure

B) accogliere la nostra proposta in toto, gestione del portafoglio compresa. In questo caso verrà sottoscritto un contratto e la nostra assistenza sarà a 360°. Dando così inizio ad un solido e profittevole rapporto di “collaborazione”.

Un esempio di gestione

Un esempio che evidenzia le differenze di qualità più palesi, che stanno alla base tra il nostro operato e quello del sistema bancario in generale (banche e fondi di investimento), è il seguente:
poniamo il caso in cui un investitore voglia affidare un capitale di € 100.000 in gestione per 1 anno e che il rendimento stimato sia del 10% lordo.
ipotesi A: ad una banca tradizionale; ipotesi B: alla nostra Società di Asset Management.

CAPITALE INVESTITO 1 GEN.
COMMISS. DI INGRESSO
COMMISS. ANNUA DI GEST.
COMMISS. DI SWITCH
RISULTATO DI GESTIONE
COMMISS. DI PERFORMANCE
TOTALE MONTANTE AL 31 DIC.
UTILE

IPOTESI A:

Banca Tradizionale
con F.do Invest.


3,5%
1%
3,5%
10%
0%

(+1,35%)

€ 100.000 +
€ 3.500 –
€ 1.000 –
€ 3.500 –
€ 9.350 –
€ 0 –
€ 101.350 =
€ 1.350

IPOTESI B:

Nostra Gestione


0%
1%
0%
10%
20%

(+7%)

€ 100.000 +
€ 0 –
€ 1.000 –
€ 0 –
€ 10.000 –
€ 2000 –
€ 107.000 =
€ 7.000

IPOTESI A:
Banca Tradizionale
con F.do Invest.
CAPITALE
INVESTITO 1 GEN.
€ 100.000 +
COMMISS.
DI INGRESSO
3,5% € 3.500 –
COMMISS.
ANNUA DI GEST.
1% € 1.000 –
COMMISS.
DI SWITCH
3,5% € 3.500 –
RISULTATO
DI GESTIONE
10% € 9.350 –
COMMISS.
DI PERFORMANCE
0% € 0 –
TOTALE MONTANTE
AL 31 DIC.
€ 101.350 =
UTILE (+1,35%) € 1.350
IPOTESI B:
Nostra Gestione
CAPITALE
INVESTITO 1 GEN.
€ 100.000 +
COMMISS.
DI INGRESSO
0% € 0 –
COMMISS.
ANNUA DI GEST.
1% € 1.000 –
COMMISS.
DI SWITCH
0% € 0 –
RISULTATO
DI GESTIONE
10% € 10.000 –
COMMISS.
DI PERFORMANCE
20% € 2000 –
TOTALE MONTANTE
AL 31 DIC.
€ 107.000 =
UTILE (+7%) € 7.000

A parità di un risultato di gestione lordo del 10%, l’investitore si troverà nell’ipotesi A con un utile netto sul capitale del 1,35% mentre nell’ipotesi B l’investitore avrà conseguito un Utile del 7%; con una differenza di rendimento del 5,65%. Ciò si deve alla quantità di costi e commissioni che nel caso A ammontano ad un totale di € 8.000 mentre nel caso B € 3.000.
Per concludere sottolineiamo il fatto che, le commissioni pagate dall’investitore nell’ipotesi B sono calcolate sul risultato di gestione (quindi sugli utili), mentre nel caso del fondo d’investimento, ipotesi A, le commissioni vengono calcolate a priori sull’intero Capitale investito. Da ciò possiamo chiaramente dedurre che in caso di risultato di gestione negativo, mentre nell’ipotesi B la Società non addebiterebbe alcuna commissione, nell’ipotesi A, il fondo d’investimento ha già incassato le proprie commissioni ex-ante. Quindi in entrambe i casi l’unica a guadagnare sempre e di certo è la banca/fondo d’investimento.

Tutti gli istituti di credito “commercializzano” prodotti di loro proprietà o per conto di terze parti (Fondi di Investimento, Hedge Fund, Finanziario-assicurativi), per cui percepiscono commissioni stabilite a priori, a prescindere dal rendimento futuro dell’investimento. Quindi la banca realizza il suo profitto ex-ante, cioè sin dal momento in cui “raccoglie” il capitale dell’investitore, ancor prima di mettersi all’opera. A questo punto la banca ha già raggiunto l’obiettivo: il suo Utile! A questa prima commissione se ne aggiungeranno poi altre (come abbiamo visto nell’esempio), sempre calcolate sul capitale investito:
— Costi di gestione del dossier titoli;
— Commissione di “Switch” relative al cambio di strategia strada facendo;
— Commissione d’uscita, se disinvestite il capitale, o parte di esso, prima dei vincoli di contratto.

La sostanziale differenza etica di approccio con il cliente è la seguente:
nel rapporto Banca/Cliente gli interessi dell’istituto di credito sono completamente scorrelati da quelli del cliente; mentre nel nostro caso la nostra Società e il Cliente stanno dalla stessa parte.